Una storia su quello che può fare la musicoterapia.
Gengi era un bambino molto triste. Il nonno che per lui era il più
grande amico, un giorno se ne era dovuto andare in un paese lontano.
Gengi era rimasto malissimo e da allora incominciò a restarsene da solo.
Non parlava con nessuno. Non giocava più con i suoi compagni. Non
rideva più perché pensava che il nonnino era triste perché dove era
andato non conosceva nessuno.
Un giorno cadde e si fece male ad
una gamba. Arrivato in ospedale i medici decisero di farlo restare per
una notte. Durante la notte non riusciva a dormire. Ad un tratto sentì
una canzone e si girò di scatto. Sul letto a fianco c’era uno strano
ragazzo vestito tutto colorato con uno strano cappello sulla testa.
Stava suonando una chitarra e cantava delle canzoni bellissime. Gengi
restò incantato ad ascoltare. Il ragazzo si fermò e guardò Gengi.
- Chi sei?
- Sono Cacriolo il Musicante dei sogni!
Cacriolo
gli raccontò che cantava le canzoni ai bambini che stavano in ospedale.
Teneva loro compagnia con la musica così da sentirsi meno soli, e
faceva con loro viaggi meravigliosi utilizzando la musica che penetrava
nei sogni delle persone. Gengi raccontò a Cacriolo del nonno e gli
chiese se poteva fargli fare un viaggio per andarlo a trovare. Cacriolo
gli raccontò che anche la sua adorata nonna era andata via. Poi gli
sorrise e gli disse:
- Chiudi gli occhi!
Gengi chiuse
gli occhi e il Musicante dei sogni incominciò a suonare la sua chitarra
e dalla sua bocca uscì una canzone bellissima. Volarono attraverso un
cielo bellissimo, fatto di mille colori, arcobaleni lunghissimi, stelle
colorate, e soli sorridenti. Giunsero in un paesino piccolo e semplice,
ma bellissimo. Le case erano di legno e tutte colorate ed avevano tutte
un bellissimo giardino pieno di fiori. Gengi non aveva mai visto un
posto così bello e tranquillo. Percorsero una via di ciottoli e giunsero
vicino ad una casetta blu con le porte rosse e le finestre gialle.
Sotto l’ombra di un albero c’erano seduti due vecchietti che giocavano a
carte seduti ad un tavolino. Gengi riconobbe il suo adorato nonno e
corse verso di lui abbracciandolo forte. Gengi piangeva per l’emozione.
- Nonnino nonnino come mi sei mancato! disse.
- Anche tu mi sei mancato Gengi, ti penso ogni momento, sempre!-.
Poi Gengi vide il Musicante parlare con la vecchina.
- Questa è mia nonna! disse Cacriolo.
- Ma allora nonnino non sei solo qui?
- Certo che no! Qui ho tanti amici! Rispose il nonno
Gengi fu contento di sapere che il nonno stava bene e non si sentiva triste e solo.
Così…
dopo aver trascorso il pomeriggio insieme ai due vecchini, Gengi
abbracciò il nonno dicendo che sarebbe tornato trovarlo. Il nonno gli
sorrise e lo rassicurò di nuovo che lì stava bene.
Questo è quello che può far la musicoterapia!
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