Una delle affermazioni errate sul bullismo,
accettabili solo in una caserma militare è quella che il bambino deve
risolvere da solo il problema perché così cresce e matura. Naturalmente
il concetto è accettabile se viene espresso da un militare o da un
genitore, ma diventa preoccupante quando a pensarlo è un educatore.
L’errore
lo si comprende bene se andiamo ad analizzare le fasi obbligatorie
della crescita. Ad ogni età corrispondono determinate fasi che il
bambino deve affrontare:
2-3 anni incomincia ad andare all’asilo,
6 ani va alla scuola primaria,
poi alle scuole medie,
Fanno
parte delle fasi della crescita lo studio, i rimproveri dei genitori e
degli insegnanti, l’amicizia, litigi, avere un brutto voto, un bel voto,
un’interrogazione, e via discorrendo.
Durante le fasi possono verificarsi eventi traumatici che non rientrano nei normali percorsi della vita:
la perdita di un genitore, di un fratello, un abuso, una forte paura, un grave incidente etc.!
Questi
eventi sono casuali, e non rientrano nelle fasi della crescita.
Sappiamo tutti che gli eventi traumatici non maturano, ma anzi quasi
cagionano gravi problemi psicologici, e nessuno si sognerebbe di dire
che la morte di un genitore fa bene al bambino, che lo aiuta a crescere.
Nessuno chiude un bambino di notte nel cimitero per fargli superare le
paure, e nessuno violenta una bambina per farla crescere.
I segni lasciati da questi eventi sono quasi sempre indelebili.
Ebbene,
è proprio in questo ambito che si inserisce il bullismo: un evento
traumatico imprevisto, e per superarlo il bambino ha bisogno di aiuto da
parte degli adulti specializzati e non affrontare da solo il problema.
Le
zuffe tra compagni, un rimprovero della maestra, un brutto voto, una
bambina che non se lo fila: questi sono eventi che rientrano nella
crescita e nella maturazione del bambino.
Anche questi eventi
potrebbero diventare, però, traumatici se si protraessero nel tempo. Se
un’insegnante rimproverasse sempre lo stesso bambino più volte al giorno
anche senza motivo è naturale che il bambino subirebbe un trauma. Ed è
esattamente quello che accade con il bullismo, non si tratta di semplici
zuffe tra ragazzi, perché sono protratti nel tempo e a subire è sempre
la stessa persona.
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